“Sia per l’amor di Dio”

Il Cammino di San Felice da Nicosia

  • Cammino di San Felice 2026

    Il cammino di San Felice da Nicosia si terrà dal 19 al 23 agosto 2026… Metti in cammino i tuoi passi, troverai la gioia!

locandina cammino san felice 2026
Murales di san Felice a Nicosia realizzato da Maurizio Cannizzo
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Dal mare ai monti. Dalle Madonie ai Nebrodi.

Un percorso di fede, di ascolto di sé e degli altri, di immersione nel creato, di riscoperta del tempo e dei valori della semplicità e dell’umiltà sui passi dell’umile frate questuante che ha fatto della Strada il luogo della sua missione e del suo apostolato.

Una intensa esperienza di pace sui passi del Santo Frate Cappuccino, al secolo Filippo Giacomo Amoroso, nato a Nicosia il 5 novembre del 1715, proclamato Beato il 12 febbraio 1888 da Papa Leone XIII e canonizzato il 23 ottobre 2005 da Papa Benedetto XVI.

Un itinerario spirituale, escursionistico e paesaggistico che, per una lunghezza di circa 60 Km, attraversa i territori di Tusa, Pettineo, Motta D’Affermo, Mistretta e Nicosia, attraverso sentieri, crinali, boschi di sughero, riserve naturalistiche e luoghi incontaminati e ancora con soste nei conventi, nelle chiese e nelle piazze dei paesi coinvolti, fondendo religiosità, bellezza del creato, cultura e tradizioni locali.

Un pellegrinaggio a piedi che nato subito dopo la Canonizzazione come esperienza di un gruppo di fedeli a cavallo, è da oltre dieci anni divenuto, nella stagione estiva, un appuntamento comunitario, guidato, aperto a tutti e supportato dalla presenza di un pulmino al seguito, nel quale è possibile riporre gli zaini e sul quale è possibile salire in caso di necessità.

La recente sottoscrizione di un Protocollo di Intesa tra i Sindaci dei cinque Comuni attraversati dal Cammino di San Felice, favorita dalla nascita nel 2021 dell’“Associazione Cammino San Felice da Nicosia – Ets”, consentirà a breve, in maniera più agevole, di tracciare, descrivere e segnare compiutamente il percorso, individuando i luoghi di sosta e di accoglienza povera e non, al fine di mettere ciascun Pellegrino nelle condizioni di attraversare tutto l’anno, anche in solitario e in totale autonomia, i luoghi che hanno conosciuto in Sicilia la presenza del Santo.

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